...domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, è meglio viverla...
30 luglio 2008
01 gennaio 2008
Consigli per un futuro di pace...

Ma mi sono sembrati i peggiori auguri di Capodanno mai sentiti.
Milioni di persone al mondo, per lo più giovani, che si sentono dire di essere una minaccia per la pace.
Pace, in senso stretto, significa assenza di guerra. E per guerra io intendo tutte quelle in corso nel mondo. Soprattutto su alcune mi sembra che il papa si pronunci un po' troppo poco e, quando lo fa, con luoghi comuni e vecchie frasi retoriche. Vorrei chiedere ai civili bombardati da qualche parte nel mondo se per loro è un problema che molte coppie hanno deciso di non non sposarsi, o comunque di non sposarsi in chiesa. Chissà se ritengono i conviventi responsabili delle loro disgrazie.
Pace in senso lato invece è molto di più di assenza di guerra... è uno stato dell'animo soggettivo e della società che mi sembra rispecchiare molto poco lo spirito delle parole di questo papa.
Per finire, non dimentichiamoci che moltissime popolazioni del mondo non hanno lo stesso "nostro" concetto di famiglia (padre,madre, figli, nella stessa casa). Mi sembra brutto escludere pure loro...
Tant'è, ormai ci siamo abituati.
BUON ANNO NUOVO, a tutti, compresi i conviventi :))
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supermacvale
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07 novembre 2007
Tesori preziosi
Ho ritrovato questo articolo dopo un po' di tempo. Mi ha colpito e commosso come la prima volta. E' una di quelle cose preziose, essenziali, che ho appeso in casa, su una lavagnetta. Ve lo copio qui nel caso, all'epoca, ve lo foste perso.
L'amore universale
"Lui tedesco, bruno, serio, fin troppo alto per la sua età. Lei italiana, bionda, prorompente, non si può dire che passi inosservata. Camminano sul bordo della strada che costeggia le colline di Sanremo, quando la bionda scivola, precipitando nel canale di scolo, trappola di cemento armato. Un muro liscio di quattro metri la separa dalla salvezza: lei prova a scalarlo con le unghie, ma crolla al suolo senza altra speranza che lui.
Lui, il tedesco, la conosce appena, ma sa che l’amore è dare, dare sempre e per primi, non importano le conseguenze e le ricompense. Corre in cerca di una casa dimenticata nel bosco e grida aiuto. Nessuno lo sente e allora continua a gridare: incessante, tenace. Ogni tanto torna al canale e guarda giù: resisti, bionda, ti salverò. All’alba qualcuno nella casa si affaccia, pensa che sia uno scocciatore, uno zingaro, un mendicante affamato. Gli butta qualcosa dalla finestra, forse del cibo, ma il tedesco scuote la testa e continua a gridare. Finalmente nella casa capiscono e chiamano i vigili del fuoco. Lui li guida fino allo scolo, li osserva calarsi lungo la parete ed estrarre la bionda bagnata e tutta tremante. Ma quando i pompieri lo invitano a salire sull’ambulanza con lei, il tedesco tentenna, arretra, si sottrae. Ha agito in nome dell’amore assoluto, quello che non chiede nulla in cambio se non la libertà. Si riempie i polmoni con l’aria del mattino e la rincorre lungo sentieri che solo lui conosce, fino a scomparire all’orizzonte. Lascia la speranza che tutti, una volta nella vita, si possa palpitare allo stesso ritmo celeste del tedesco e della bionda. Anche se loro, va detto, sono due cani."
Massimo Gramellini (..e chi altri poteva essere!)
grazie massimo
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supermacvale
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29 ottobre 2007
Quando si dice...
...che un'immagine vale più di 1000 parole.
Questa
rappresenta tutto quello che provo in questo momento...
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supermacvale
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19 ottobre 2007
24 settembre 2007
Amore
Un anno fa, a quest'ora, se ne andava una delle persone più importanti della mia vita.
Un vuoto doloroso che non ho ancora "elaborato" per bene.
Oggi a pranzo, immaginerò di venire a casa tua a mangiare, cercherò di ricordare tutte le foto di nipoti e figlie appese ai muri accanto ai rosari e ai santini.
Ricorderò il tavolo rotondo attorno al quale mille volte si è riunita una numerosa e bella famiglia, la tovaglia consumata e i piatti uno diverso dall'altro...
Penserò ad una bella "glor" con l'immancabile petto di pollo, i grissini giusti, la filadelfia, qualche avanzo della sera prima in un pentolino a riscaldare e, per finire, una bella torta allo yogurt che ultimamente aveva un po' soppiatato la storica crostata...
Poi ti vedrò lì accanto al tavolo con il golfino verde e il grembiule, che mangi da in piedi e noi che ti diciamo di sederti tranquilla...
Ciao nonnina
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supermacvale
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06 settembre 2007
"Dio non turba mai la gioia dei suoi figli...
...se non per prepararne loro una più certa e più grande".
Chi ha detto questa cosa aveva qualche certezza oppure l'ha campata lì così, per dare sollievo a una persona cara che stava soffrendo??
In giornate come queste dubito di tutto.
Tutto quello che capita ha un perchè, una ragione superiore. Davvero? Allora Colui che amministra questa ragione superiore è forse un pazzo? O non c'è nessuna ragione superiore, si tratta solamente di puro caso, solo avvenimenti fini a se stessi. Punto.
L'unico motivo che posso trovare è che in momenti come questi le nostre preoccupazioni "medie" quotidiane ci appaiono talmente piccole e infime che vengono ridimensionate.
Se siamo in salute, e se lo sono i nostri cari più prossimi, dovremmo alzarci ogni mattina col sorriso sulle labbra, buttarci addosso il primo vestito che ci capita, uscire di casa anche coi capelli sporchi, i jeans rotti o la macchina scassata e goderci la vita.
E poi ci preoccuperemo delle cose veramente gravi se e quando ci capiteranno.
Vivo, viviamo male, ed è triste che per rendercene conto e fare qualcosa dobbiamo entrare in contatto con la sofferenza altrui.
Ci sono giorni che passano senza lasciare segno... e poi altri come questo in cui ci scava dentro. Che siano questi i giorni in cui si cresce?
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18 giugno 2007
Respiro

Poco fa la mia amica Rosa mi ha regalato quel momento che dovrebbe esserci in tutte le giornate, perché non possano dirsi sprecate...
Grazie Rosa!
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supermacvale
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09 maggio 2007
Ho sceso milioni di scale
Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
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16 aprile 2007
Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
di Erri De Luca
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03 aprile 2007
L'armonia degli opposti e la "drittezza" morale
Cos'è il bene e cos'è il male... secondo le regole del cuore.
Due cose diverse, molto diverse ma che insieme possono creare un'armonia e crescere. Tiziano Terzani
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09 febbraio 2007
amici lontani
Una distanza materiale non potrà mai separarci davvero dagli amici.
Se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già.
Richard Bach (avete letto Il gabbiano Jonathan Livingston?? BELLISSIMO!)
Un saluto agli amici lontani!
:*
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23 gennaio 2007
Don Bosco
"Non mandate a domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo "
Don Bosco
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19 dicembre 2006
Pace, pacifismo, Einstein
"Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi domina perché l’assassinio dell’uomo mi ispira disgusto. Il mio atteggiamento non deriva da qualche teoria intellettuale, ma si fonda sulla mia profonda avversione per ogni specie di crudeltà e di odio."
A. Einstein
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23 ottobre 2006
25 settembre 2006
La morte

La morte è la nostra eterna compagna.
e' sempre lì alla nostra sinistra,
ad un passo di distanza da noi.
Ci osserva, ci sussurra all'orecchio...
a volte sentiamo il suo gelo.
E' lì accanto a noi, ci osserva..
ci osserva sempre sino al giorno in cui ci toccherà.
La morte è il nostro più vicino saggio consigliere,
ogni volta che ne senti il bisogno,
voltati e chiedi consiglio a lei;
la troverai lì alla tua sinistra,disponibile.
Se imparerai a farlo senza vani timori,
ti sbarazzerai delle maledette meschinità
proprie degli uomini che vivono
senza cercare di capire
cosa sia la morte...
e così tirano avanti
come se la morte non dovesse mai toccarli.
"Ciò che per il bruco è la fine del mondo,per il resto del mondo è una bella farfalla"
Lao-Ztu
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01 settembre 2006
Lettere contro la guerra - Lettera dell'Himalaya
E' un po' lunga ma ne vale la pena...
Stampatela e leggetela.... O, meglio, compratevi "Lettere contro la guerra", una grande lezione di vita!
"...i primi ad accorgersi del mio ritorno quassù sono stati due vecchi corvi che ogni mattina, all’ora di colazione, si piazzano sul deodar, l’albero di dio, un maestoso cedro davanti a casa e gracchiano a più non posso finchè non hanno avuto i resti del mio yogurt - ho imparato a farmelo - e gli ultimi chicchi di riso nella ciotola. Anche se volessi, non potrei dimenticarmi della loro presenza e di una storia che gli indiani raccontano ai bambini a proposito dei corvi. Un signore che stava, come me, sotto un albero nel suo giardino, un giorno non ne potè più di quel petulante gracchiare dei corvi. Chiamò i suoi servi e quelli con sassi e bastoni li cacciarono via.
Ma il Creatore, che in quel momento si svegliava da un pisolino, si accorse subito che dal grande concerto del suo universo mancava una voce e, arrabbiatissimo, mandò di corsa un suo assistente sulla terra a rimettere i corvi sull’albero.
Qui, dove si vive al ritmo della natura, il senso che la vita è una e che dalla sua totalità non si può impunemente aggiungere o togliere niente è grande. Ogni cosa è legata, ogni parte è l’insieme. Thich Nhat Hanh, il monaco vietnamita, lo dice bene a proposito di un tavolo, un tavolino piccolo e basso come quello su cui scrivo. Il tavolo è qui grazie ad una infinita catena di fatti, cose e persone: la pioggia caduta sul bosco dove è cresciuto l’albero che un boscaiolo ha tagliato per darlo a un falegname che lo ha messo assieme coi chiodi fatti da un fabbro col ferro di una miniera…Se un solo elemento di questa catena, magari il bisnonno del falegname non fosse esistito, questo tavolino non sarebbe qui.
I giapponesi, ancora quando io stavo nel loro paese, pensavano di proteggere il clima delle loro isole non tagliando le foreste giapponesi, ma andando a tagliare quelle dell’Indonesia e dell’Amazzonia. Presto si sono resi conto che anche questo ricadeva su di loro: il clima della terra mutava per tutti, giapponesi compresi. Allo stesso modo, oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una grande parte del mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o nell’altra, il conto ci verrà presentato. O dagli uomini o dalla natura stessa.
Quassù, la sensazione che la natura ha una sua presenza psichica è fortissima. A volte, quando tutto imbacuccato contro il freddo mi fermo ad osservare, seduto su un grotto, il primo raggio di sole che accende le vette dei ghiacciai e lentamente solleva il velo di oscurità, facendo emergere catene e catene di altre montagne dal fondo lattiginoso delle valli, un’aria di immensa gioia pervade il mondo ed io stesso mi ci sento avvolto, assieme agli alberi, gli uccelli, le formiche: sempre la stessa vita in tante diverse, magnifiche forme.
È il sentirsi separati da questo che ci rende infelici. Come il sentirci divisi dai nostri simili. “La guerra non rompe solo le ossa della gente, rompe i rapporti umani”, mi diceva a Kabul quel vulcanico personaggio che è Gino Strada. Per riparare quei rapporti, nell’ospedale di Emergency, dove ripara ogni altro squarcio del corpo, Strada ha una corsia in cui dei giovani soldati talebani stanno a due passi dai loro “nemici”, soldati dell’Allenza del Nord. Gli uni sono prigionieri, gli altri no; ma Strada spera che le simili mutilazioni, le simili ferite li riavvicineranno.
Il dialogo aiuta enormemente a risolvere i conflitti. L’odio crea solo altro odio. Un cecchino palestinese uccide una donna israeliana in una macchina, gli israeliani reagiscono ammazzando due palestinesi, un palestinese si imbottisce di tritolo e va a farsi saltare in aria assieme a una decina di giovani israeliani in una pizzeria; gli israeliani mandano un elicottero a bombardare un pulmino carico di palestinesi, i palestinesi…E avanti di questo passo. Fin quando? Finchè sono finiti tutti i palestinesi? tutti gli israeliani? tutte le bombe?
Certo: ogni conflitto ha le sue cause e queste vanno affrontate. Ma tutto sarà inutile finchè gli uni non accetteranno l’esistenza degli altri ed il loro essere eguali, finchè noi non accetteremo che la violenza conduce solo ad altra violenza.
“Bei discorsi. Ma che fare?” mi sento dire, anche qui nel silenzio.
Ognuno di noi può fare qualcosa. Tutti assieme possiamo fare migliaia di cose.
La guerra al terrorismo viene oggi usata per la militarizzazione delle nostre società, per produrre nuove armi, per spendere più soldi per la difesa. Opponiamoci, non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica.
Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è in ogni circostanza un assassinio.
Parliamo di pace, introduciamo una cultura di pace nell’educazione dei giovani. Perché la storia deve essere insegnata soltanto come un’infinita sequenza di guerre e di massacri?
Io, con tutti i miei studi occidentali, sono dovuto venire in Asia per scoprire Ashoka, uno dei personaggi più straordinari dell’antichità, uno che tre secoli prima di Cristo, all’apice del suo potere, proprio dopo aver aggiunto un altro regno al suo già grande impero, che si estendeva dall’India all’Asia centrale, si rende conto dell’assurdità della violenza, decide che la più grande conquista è quella del cuore dell’uomo, rinuncia alla guerra e, nelle tante lingue allora parlate nei suoi domini, fa scolpire nella pietra gli editti di questa sua etica.
Una stele di Ashoka in greco ed aramaico è stata scoperta nel 1958 a Kandahar, la capitale spirituale del mullah Omar in Afghanistan, dove ora sono accampati i marines americani. Un’altra, in cui Ashoka annuncia l’apertura di un ospedale per uomini ed uno per animali, è oggi all’ingresso del Museo Nazionale di Delhi.
Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità. Lentamente bisogna liberarcene, dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.
Riprendiamo certe tradizioni di correttezza, reimpossessiamoci della lingua, in cui la parola “dio” è oggi diventata una sorta di oscenità, e torniamo a dire “fare l’amore” e non “fare sesso”. Alla lunga anche questo fa una grossa differenza.
È il momento di uscire allo scoperto, è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.
Soprattutto dobbiamo fermarci, prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio. Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo, come l’uomo che scappa impaurito dalla sua ombra e dal rimbombare dei suoi passi. Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro; più corre, più il rumore dei suoi passi si fa forte e lo turba, finchè non si ferma e si siede all’ombra di un albero.
Facciamo lo stesso.
Visti dal punto di vista del futuro, questo sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti assieme. Questa è una buona occasione.
Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare. Ma preferiamo quello dell’abbrutimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve , della nostra estinzione?
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supermacvale
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17 maggio 2006
Dal libro UN POSTO NEL MONDO di Fabio Volo
"Tu non desideri veramente che Francesca sia felice, e se proprio lo desideri, vuoi che sia felice con te. Non hai mai pensato che amare veramente una persona significa anche gioire della sua felicità altrove. Vuoi essere tu la sua felicità, perchè è bello essere importante per qualcuno" "Ti danni a voler dare a lei la felicità che non sai dare a te stesso. Oppure speri che lei possa renderti felice, la carichi di questa responsabilità e lei finirà col deluderti. Sentirai di aver perso tempo."
-Avevo capito quel che intendeva Federico quando mi aveva detto che la felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma è volere tutto ciò che si fa.-
"Federico... ma Dio esiste?" Mi ha sorriso e mi ha detto:"Non puoi capire quanto".
-Non abbiamo voluto un bambino perchè siamo innamorati, per fare dei figli non basta. L'innamoramento è come una sbronza che altera la realtà. Fare un figlio perchè si è innamorati è come comprare una casa da ubriachi. E quando passa l'effetto? I figli diventano spesso catene...-
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supermacvale
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