...perché ... 'ste cose così belle mi fan venire le lacrime agli occhi. Come le lucciole, stasera, nel bosco... Buon sabato!
27 giugno 2008
Io non so...
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supermacvale
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08 maggio 2008
Ci sono cose nella vita...
8 maggio 2008
E benvenuto piccolo Federico. Che la vita ti sorrida.
Essendo quasi l'una, vuol dire che è il 9 maggio. Trent'anni fa morivano due uomini da ricordare. Un ricordo per Aldo Moro e Peppino Impastato.
'notte
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supermacvale
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30 dicembre 2007
-1 al '08 e Enzo biagi
A "Che tempo che fa" è in corso un omaggio a Enzo Biagi.
E' commovente...
Ed è sempre un piacere ascoltarlo...
Resistenza.
L'indifferenza come la più brutta delle bestie.
La speranza.
La coerenza.
Il lavoro di una vita.
La pacatezza...
Sembrano tutte cose fuori dal mondo, soprattutto dal mondo televisivo.
Come sempre, a sentirlo parlare, mi viene in mente la mia nonna paterna, ci somiglia molto... come faceva lei, usava parole un po' "fuori moda", il tono è simile, la cadenza... tutto questo mi manca...
Poi pensavo a una cosa che mi viene in mente spesso: mi fa paura l'idea che la generazione degli anni '20-'30 se ne stia andando. Gli anziani che potrebbero essere, come età, i miei nonni, persone che, nella mente, nel cuore e nel fisico a volte, ricordavano gli orrori della seconda guerra mondiale. Un pozzo di ricordi ed esperienza di inestimabile valore.
A breve non ci sarà più nessuno che potrà andare nelle scuole a raccontare la resistenza, i lager, le storie dei partigiani... Tutto questo mi rende un po' triste, i nostri figli e i nostri nipoti leggeranno di quell'epoca sui libri, la studieranno come noi studiamo la rivoluzione francese, e il tutto sarà più sfocato...
E' normale lo so, è sempre stato così, ma quando ci penso sento sempre una grande malinconia.
Forse perchè non ho "approfittato" a sufficienza delle mie nonne, perchè non ho mai conosciuto i miei nonni e perchè ho sempre ascoltato le loro storie più per affetto che per vero interesse... così, dopo la loro dipartita, mi sono venute in mente migliaia di curiosità da chiedere loro, consigli pratici, racconti di ricordi passati...
Ora è tardi, ma forse per molti di voi non è ancora troppo tardi, avete ancora qualche nonnina da spremere! :)
Fate anche delle foto e dei filmini!! Saranno di struggente bellezza quando non ci saranno più...
Per gli auguri di fine anno passo a domani...!
buona notte!
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supermacvale
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24 settembre 2007
Amore
Un anno fa, a quest'ora, se ne andava una delle persone più importanti della mia vita.
Un vuoto doloroso che non ho ancora "elaborato" per bene.
Oggi a pranzo, immaginerò di venire a casa tua a mangiare, cercherò di ricordare tutte le foto di nipoti e figlie appese ai muri accanto ai rosari e ai santini.
Ricorderò il tavolo rotondo attorno al quale mille volte si è riunita una numerosa e bella famiglia, la tovaglia consumata e i piatti uno diverso dall'altro...
Penserò ad una bella "glor" con l'immancabile petto di pollo, i grissini giusti, la filadelfia, qualche avanzo della sera prima in un pentolino a riscaldare e, per finire, una bella torta allo yogurt che ultimamente aveva un po' soppiatato la storica crostata...
Poi ti vedrò lì accanto al tavolo con il golfino verde e il grembiule, che mangi da in piedi e noi che ti diciamo di sederti tranquilla...
Ciao nonnina
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06 settembre 2007
"Dio non turba mai la gioia dei suoi figli...
...se non per prepararne loro una più certa e più grande".
Chi ha detto questa cosa aveva qualche certezza oppure l'ha campata lì così, per dare sollievo a una persona cara che stava soffrendo??
In giornate come queste dubito di tutto.
Tutto quello che capita ha un perchè, una ragione superiore. Davvero? Allora Colui che amministra questa ragione superiore è forse un pazzo? O non c'è nessuna ragione superiore, si tratta solamente di puro caso, solo avvenimenti fini a se stessi. Punto.
L'unico motivo che posso trovare è che in momenti come questi le nostre preoccupazioni "medie" quotidiane ci appaiono talmente piccole e infime che vengono ridimensionate.
Se siamo in salute, e se lo sono i nostri cari più prossimi, dovremmo alzarci ogni mattina col sorriso sulle labbra, buttarci addosso il primo vestito che ci capita, uscire di casa anche coi capelli sporchi, i jeans rotti o la macchina scassata e goderci la vita.
E poi ci preoccuperemo delle cose veramente gravi se e quando ci capiteranno.
Vivo, viviamo male, ed è triste che per rendercene conto e fare qualcosa dobbiamo entrare in contatto con la sofferenza altrui.
Ci sono giorni che passano senza lasciare segno... e poi altri come questo in cui ci scava dentro. Che siano questi i giorni in cui si cresce?
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26 giugno 2007
18 giugno 2007
Respiro

Poco fa la mia amica Rosa mi ha regalato quel momento che dovrebbe esserci in tutte le giornate, perché non possano dirsi sprecate...
Grazie Rosa!
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16 aprile 2007
Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
di Erri De Luca
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03 aprile 2007
L'armonia degli opposti e la "drittezza" morale
Cos'è il bene e cos'è il male... secondo le regole del cuore.
Due cose diverse, molto diverse ma che insieme possono creare un'armonia e crescere. Tiziano Terzani
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15 marzo 2007
Parola.....Sante!
"È bella, la vostra Chiesa, gente del mio popolo, e voi ne siete fieri. Sono io che ve l'ho affidata!
Come una vigna prediletta l'avete circondata di alte mura perché il rumore e le grida non la colpiscano con i loro furori di tempesta. Ma temete le frontiere di cui l'avete circondata per proteggerla! Esse potrebbero isolarvi e impedire a qualcuno di entrare. A cosa vi servirebbero il mio vino buono della festa e il mio pane di condivisione e la mia lieta notizia se li rinchiudete nelle vostre ridotte? Temete le frontiere! Esse sono delle ferite: induriscono i cuori,mettono catenacci alle entrate, barricate agli spiriti, schiacciano la fede! Esse erigono delle fortezze. E io non amo le fortezze, Parola mia! Nessuna fortezza, soprattutto se religiosa! Esse finiscono sempre in dominio e in condanne per accerchiare le coscienze. Il vangelo vola sulle ali dei grandi impertinenti venti dello Spirito!"
E per concludere: "Chi ha orecchie per intendere...."
:) Buon fine giornata a tutti!
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19 febbraio 2007
Guerriera :)

Il guerriero della luce , sovente, si domanda cosa stia facendo qui. Molte volte pensa che la sua vita non abbia alcun significato. Percio' è guerriero della luce. Perche' sbaglia. Perche' si interroga. Perche' continua a ricercare un significato e finirà col trovarlo. Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la vita comincia a mutare.
Paulo Coelho
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23 gennaio 2007
Don Bosco

"Non mandate a domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo "
Don Bosco
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23 novembre 2006
Se avessi compreso anche tu la via della pace

“Sia pace sulle tue mura” (Sal 121,7). O Gerusalemme, “costruita come città salda e compatta”, i cui cittadini fanno comunione nell’unità (v.3), sia pace nella tua forza, sia pace nel tuo amore! La tua forza infatti, è il tuo amore. Ascolta il Cantico dei cantici: “Forte come la morte è l’amore” (Ct 8,6). Che parola stupenda, fratelli !... Chi può resistere alla morte? Si può resistere alle fiamme, ai fiumi, alla spada, si può resistere ai tiranni e ai re; ma quando viene la morte, chi può resistergli? Nulla è più forte di essa. Solo l’amore può misurarsi con la sua forza; si può dire che l’amore è forte come la morte. Poiché l’amore uccide ciò che eravamo per farci essere ciò che non siamo ancora, adempie in noi un’opera di morte. Di una simile morte è morto san Paolo che diceva: “Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14), e di una simile morte erano morti coloro ai quali egli diceva: “Voi siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3).
Forte come la morte è l’amore... La pace sia nella tua forza, Gerusalemme; la pace sia nel tuo amore. E in questa forza, e in questo amore, e in questa pace, “sia sicurezza nei tuoi baluardi” (Sal 121,7), cioè sulle tue alture... Profusione di delizie, ricchezze innumerevoli, ecco Dio, che è uno; con lui sono in comunione tutti i cittadini di questa città. Sarà lui la nostra sicurezza nella città di Gerusalemme.
Sant’Agostino
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25 settembre 2006
La morte

La morte è la nostra eterna compagna.
e' sempre lì alla nostra sinistra,
ad un passo di distanza da noi.
Ci osserva, ci sussurra all'orecchio...
a volte sentiamo il suo gelo.
E' lì accanto a noi, ci osserva..
ci osserva sempre sino al giorno in cui ci toccherà.
La morte è il nostro più vicino saggio consigliere,
ogni volta che ne senti il bisogno,
voltati e chiedi consiglio a lei;
la troverai lì alla tua sinistra,disponibile.
Se imparerai a farlo senza vani timori,
ti sbarazzerai delle maledette meschinità
proprie degli uomini che vivono
senza cercare di capire
cosa sia la morte...
e così tirano avanti
come se la morte non dovesse mai toccarli.
"Ciò che per il bruco è la fine del mondo,per il resto del mondo è una bella farfalla"
Lao-Ztu
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13 settembre 2006
Preghiera
"Voi pregate nell'angoscia e nel bisogno, ma dovreste pregare anche nella pienezza della gioia e nei giorni dell'abbondanza.
Perché non è forse la preghiera l'espansione di voi stessi nell'etere vivente ?
Se riversare la vostra notte nello spazio vi conforta, è gioia anche esprimere l'alba del vostro cuore.
E se non potete fare a meno di piangere quando l'anima vi chiama alla preghiera, essa dovrebbe spingervi sempre e ancora al sorriso. "
Kahlil Gibran
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01 settembre 2006
Lettere contro la guerra - Lettera dell'Himalaya
E' un po' lunga ma ne vale la pena...
Stampatela e leggetela.... O, meglio, compratevi "Lettere contro la guerra", una grande lezione di vita!
"...i primi ad accorgersi del mio ritorno quassù sono stati due vecchi corvi che ogni mattina, all’ora di colazione, si piazzano sul deodar, l’albero di dio, un maestoso cedro davanti a casa e gracchiano a più non posso finchè non hanno avuto i resti del mio yogurt - ho imparato a farmelo - e gli ultimi chicchi di riso nella ciotola. Anche se volessi, non potrei dimenticarmi della loro presenza e di una storia che gli indiani raccontano ai bambini a proposito dei corvi. Un signore che stava, come me, sotto un albero nel suo giardino, un giorno non ne potè più di quel petulante gracchiare dei corvi. Chiamò i suoi servi e quelli con sassi e bastoni li cacciarono via.
Ma il Creatore, che in quel momento si svegliava da un pisolino, si accorse subito che dal grande concerto del suo universo mancava una voce e, arrabbiatissimo, mandò di corsa un suo assistente sulla terra a rimettere i corvi sull’albero.
Qui, dove si vive al ritmo della natura, il senso che la vita è una e che dalla sua totalità non si può impunemente aggiungere o togliere niente è grande. Ogni cosa è legata, ogni parte è l’insieme. Thich Nhat Hanh, il monaco vietnamita, lo dice bene a proposito di un tavolo, un tavolino piccolo e basso come quello su cui scrivo. Il tavolo è qui grazie ad una infinita catena di fatti, cose e persone: la pioggia caduta sul bosco dove è cresciuto l’albero che un boscaiolo ha tagliato per darlo a un falegname che lo ha messo assieme coi chiodi fatti da un fabbro col ferro di una miniera…Se un solo elemento di questa catena, magari il bisnonno del falegname non fosse esistito, questo tavolino non sarebbe qui.
I giapponesi, ancora quando io stavo nel loro paese, pensavano di proteggere il clima delle loro isole non tagliando le foreste giapponesi, ma andando a tagliare quelle dell’Indonesia e dell’Amazzonia. Presto si sono resi conto che anche questo ricadeva su di loro: il clima della terra mutava per tutti, giapponesi compresi. Allo stesso modo, oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una grande parte del mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o nell’altra, il conto ci verrà presentato. O dagli uomini o dalla natura stessa.
Quassù, la sensazione che la natura ha una sua presenza psichica è fortissima. A volte, quando tutto imbacuccato contro il freddo mi fermo ad osservare, seduto su un grotto, il primo raggio di sole che accende le vette dei ghiacciai e lentamente solleva il velo di oscurità, facendo emergere catene e catene di altre montagne dal fondo lattiginoso delle valli, un’aria di immensa gioia pervade il mondo ed io stesso mi ci sento avvolto, assieme agli alberi, gli uccelli, le formiche: sempre la stessa vita in tante diverse, magnifiche forme.
È il sentirsi separati da questo che ci rende infelici. Come il sentirci divisi dai nostri simili. “La guerra non rompe solo le ossa della gente, rompe i rapporti umani”, mi diceva a Kabul quel vulcanico personaggio che è Gino Strada. Per riparare quei rapporti, nell’ospedale di Emergency, dove ripara ogni altro squarcio del corpo, Strada ha una corsia in cui dei giovani soldati talebani stanno a due passi dai loro “nemici”, soldati dell’Allenza del Nord. Gli uni sono prigionieri, gli altri no; ma Strada spera che le simili mutilazioni, le simili ferite li riavvicineranno.
Il dialogo aiuta enormemente a risolvere i conflitti. L’odio crea solo altro odio. Un cecchino palestinese uccide una donna israeliana in una macchina, gli israeliani reagiscono ammazzando due palestinesi, un palestinese si imbottisce di tritolo e va a farsi saltare in aria assieme a una decina di giovani israeliani in una pizzeria; gli israeliani mandano un elicottero a bombardare un pulmino carico di palestinesi, i palestinesi…E avanti di questo passo. Fin quando? Finchè sono finiti tutti i palestinesi? tutti gli israeliani? tutte le bombe?
Certo: ogni conflitto ha le sue cause e queste vanno affrontate. Ma tutto sarà inutile finchè gli uni non accetteranno l’esistenza degli altri ed il loro essere eguali, finchè noi non accetteremo che la violenza conduce solo ad altra violenza.
“Bei discorsi. Ma che fare?” mi sento dire, anche qui nel silenzio.
Ognuno di noi può fare qualcosa. Tutti assieme possiamo fare migliaia di cose.
La guerra al terrorismo viene oggi usata per la militarizzazione delle nostre società, per produrre nuove armi, per spendere più soldi per la difesa. Opponiamoci, non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica.
Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è in ogni circostanza un assassinio.
Parliamo di pace, introduciamo una cultura di pace nell’educazione dei giovani. Perché la storia deve essere insegnata soltanto come un’infinita sequenza di guerre e di massacri?
Io, con tutti i miei studi occidentali, sono dovuto venire in Asia per scoprire Ashoka, uno dei personaggi più straordinari dell’antichità, uno che tre secoli prima di Cristo, all’apice del suo potere, proprio dopo aver aggiunto un altro regno al suo già grande impero, che si estendeva dall’India all’Asia centrale, si rende conto dell’assurdità della violenza, decide che la più grande conquista è quella del cuore dell’uomo, rinuncia alla guerra e, nelle tante lingue allora parlate nei suoi domini, fa scolpire nella pietra gli editti di questa sua etica.
Una stele di Ashoka in greco ed aramaico è stata scoperta nel 1958 a Kandahar, la capitale spirituale del mullah Omar in Afghanistan, dove ora sono accampati i marines americani. Un’altra, in cui Ashoka annuncia l’apertura di un ospedale per uomini ed uno per animali, è oggi all’ingresso del Museo Nazionale di Delhi.
Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità. Lentamente bisogna liberarcene, dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.
Riprendiamo certe tradizioni di correttezza, reimpossessiamoci della lingua, in cui la parola “dio” è oggi diventata una sorta di oscenità, e torniamo a dire “fare l’amore” e non “fare sesso”. Alla lunga anche questo fa una grossa differenza.
È il momento di uscire allo scoperto, è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.
Soprattutto dobbiamo fermarci, prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio. Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo, come l’uomo che scappa impaurito dalla sua ombra e dal rimbombare dei suoi passi. Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro; più corre, più il rumore dei suoi passi si fa forte e lo turba, finchè non si ferma e si siede all’ombra di un albero.
Facciamo lo stesso.
Visti dal punto di vista del futuro, questo sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti assieme. Questa è una buona occasione.
Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare. Ma preferiamo quello dell’abbrutimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve , della nostra estinzione?
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supermacvale
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28 luglio 2006
Due anni
Un pensiero a Tiziano che oggi, da lassù, si sarà divertito un bel po'!!
:D
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supermacvale
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04 luglio 2006
Ricordate che il tempo è tiranno
Ricordate che il tempo è tiranno, la vostra vita potrebbe essere già terminata: che uso ne avete fatto?
Di questo sarete chiamati a rendere conto, ma, non tanto se avrete pregato, o rispettato i precetti, o bestemmiato, ma, invece, Io vi chiederò:” Che ne è stato del fratello che era con te, non lo vedo più accanto a te! Perché non l’hai sorretto, perché non l’hai confortato, perché non l’hai istruito con la tua scienza, perché non l’hai sollevato dalle sue miserie, perché non l’hai governato con il pane della saggezza e dell’amore e non l’hai avvicinato alla parola del Signore, perché non l’hai chiamato a te quando era sconsolato e non gli hai asciugato le sue lacrime e colmato di affetto e di amore, quando era bisognoso di amore, perché, infine, non hai con lui diviso il tuo pane?”.
Ecco, se voi avrete delle risposte esaurienti, Io vi dirò: “Figlio, Io Mi riconosco in te; tu sei come Me ed Io sono come te”.
(Gesù)
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supermacvale
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29 giugno 2006
Buongiorno!
"Non attender che Dio su te discenda e che ti dica Sono. Senso alcuno non ha quel Dio che afferma l'onnipotenza sua. Sentilo tu, nel soffio ond'ei ti ha colmo da che respiri e sei. Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore, è Lui che in te si esprime."
Rainer Maria Rilke
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supermacvale
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24 maggio 2006
Picasso ha detto...
"Dio è soprattutto un artista. Ha inventato la giraffa, l'elefante e la formica. In verità, Egli non ha mai cercato di seguire uno stile: semplicemente, ha fatto tutto quello che aveva voglia di fare"
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